martedì 15 settembre 2009

Le case di Onna

Ad Onna consegnate le prime case pagate dalla Croce Rossa. Proteste contro Berlusconi

Non ci sono stati solo auguri e benedizioni nel discorso del vescovo L'Aquila durante la cerimonia di consegna delle case di Onna. Nella piccola frazione del comune de L'Aquila, dove è stato inaugurato il villaggio realizzato dalla Provincia Autonoma di Trento con i fondi della Croce Rossa Italiana, la voce di Giuseppe Molinari si è levata severa: “Gli abruzzesi sono stanchi delle chiacchiere sterili e della politica dell'odio". Così il vescovo si è rivolto al premier Silvio Berlusconi presente per la consegna delle prime chiavi ai cittadini scampati al sisma del 6 aprile scorso.
Stanchi di una politica di discussioni e di odio - Riferendosi alle polemiche politiche degli ultimi tempi Molinari ha precisato che "alla gente d'Abruzzo interessano il lavoro, una giustizia che funzioni, una più equa redistribuzione delle ricchezze, meno burocrazia e uno Stato che funzioni". E augurando al premier di "riuscire a fare le riforme", il vescovo ha concluso così: "Siamo stanchi di una politica di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia. Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti, ma premia chi agisce correttamente", ha concluso Molinari augurando al presidente Berlusconi “di poter continuare a fare del bene".
Berlusconi: torneremo quando tutte le case saranno consegnate – Il presidente del Consiglio, che al suo arrivo nel piccolo villaggio è stato contesta da alcuni cittadini che hanno esposto uno striscione di protesta (''Dove andremo a settembre” e “No alla deportazione''), ha consegnato le chiavi delle nuove case ai primi abruzzesi. "Torneremo qui alla nuova Onna quando tutte le case saranno state consegnate per fare un pranzo e per ringraziare gli uomini della Protezione Civile e della Croce Rossa", ha promesso il premier al termine della cerimonia.
Gli striscioni di protesta - "Una sola grande opera: ricostruire L'Aquila dal basso" e "L'Aquila riparte con i cittadini sparsi in ogni parte?". Questi due striscioni sostenuti da manifestanti in rappresentanza dei comitati spontanei di cittadini sorti dopo il 6 aprile, sono stati posti all'ingresso dell'abitato di Onna in occasione della cerimonia di consegna delle prime 94 case. I membri del comitato hanno aspettato l'arrivo delle delegazioni per l'inaugurazione al fine di manifestare il proprio dissenso. Contestualmente hanno consegnato dei volantini a tutte le persone che sono intervenute all'inaugurazione. Ai manifestanti non è però stato possibile accedere alla frazione. Tra gli altri striscioni lungo la strada anche uno di polemica contro la scelta di annullare la programmazione di "Ballarò per dare maggior visibilità a "Porta a porta". "Prima terremotati poi ostaggi mediatici - grazie Vespa", si legge rivolto ironicamente al giornalista aquilano.
Al momento sono ancora migliaia le persone che vivono in alloggi di fortuna - Sono ancora 20mila gli aquilani sulla costa e nelle tendopoli. Nei luoghi dove dopo il sisma avevano trovato riparo 30mila sfollati, ci sono ora 11mila persone: entro ottobre andranno via tutti. “Nessuno - ha assicurato Bertolaso - passerà l'inverno in tenda e affronterà l'inverno senza certezze sul proprio futuro".
Pezzopane, ancora migliaia senza casa - E la conferma del grosso numero di sfollati ancora da sistemare arriva dal presidente della Provincia dell'Aquila: "Oggi abbiamo vissuto un momento di gioia, ma è una gioia piena di contraddizioni perché se ci sono 200 famiglie che entro sabato rientreranno in casa ce ne sono migliaia che in queste ore ancora non ce l'hanno". Stefania Pezzopane risponde così a chi gli chiede un commento sulla consegna delle case agli sfollati ad Onna da parte del premier Silvio Berlusconi.
Gli altri abruzzesi aspettano - Durante la cerimonia, inoltre, diversi cittadini di altri paesi del cratere del terremoto hanno protestato con striscioni chiedendo case anche per loro. "Belle le case di Onna, ma le nostre?", era scritto su uno striscione tenuto dagli abitanti di Castel Nuovo. "Queste proteste dimostrano che bisogna accelerare - dice Pezzopane -, mi piacerebbe che qui si ripetesse il modello del Friuli: non solo case ma anche lavoro e luoghi sociali. Abbiamo 16.500 cassintegrati che facevano parte del tessuto produttivo e ora non hanno più lavoro e ci sono ancora migliaia di aquilani che non hanno le case. Vanno fatti rientrare tutti".

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/09/15/bertolaso_abruzzo_case_555.html

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