lunedì 30 marzo 2009

Il popolo delle ambiguità

Propongo un simpatico giochino: trovare le differenze tra i due articoli. Il primo è del 10 dicembre 2007, il secondo del 28 marzo 2009.

ROMA - Volano parole grosse nel centrodestra dove esplode il risentimento di Fini contro Berlusconi: «Siamo alla comica finale», sbeffeggia il leader di An che attacca anche Veltroni per la sintonia con il Cavaliere sul progetto di riforma elettorale proporzionale. «Non lo faremo passare mai», proclama Fini che rilancia il sistema francese e avverte: se si va al referendum la Cdl dovrà sedersi attorno a un tavolo per discutere la lista e il programma elettorale. Con l' altolà al Vassallum Fini si candida a capofila di tutti coloro che sono contrari all' accordo fra Veltroni e Berlusconi, e per questo si prende gli applausi non solo di Buttiglione, ma anche di alcuni prodiani doc, conquistati dalla posizione bipolarista del leader di An e la disponibilità di Diliberto: «Per il sistema delle regionali parlerei anche con il demonio». Nello stesso tempo Fini non chiude la porta a una ipotesi di federazione del centrodestra e soprattutto tiene aperta la strada a una ripresa dei rapporti in caso di referendum e di voto anticipato. E quando si arriverà a votare, per Tremonti la Cdl tornerà assieme. Dalla tribuna dell' Assemblea di An, Fini usa però toni taglienti e per nulla concilianti. Stretto fra le seduzioni che Berlusconi esercita sul popolo della destra e le suggestioni nostalgiche della Destra di Storace, Fini fa leva sull' orgoglio di partito. «Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà». Chiusa con «parole volutamente chiare» l' ipotesi berlusconiana, Fini difende la propria scelta autonoma e irride il Cavaliere: «Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto "ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sarà aperto...". Comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finali». La fine della Cdl, quindi, non è dovuta per Fini «ad un impazzimento della situazione, ma ad una scelta politica ben precisa fatta nel corso del tempo dal presidente Berlusconi». La risposta di Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, esprime il disappunto di Forza Italia: «Siamo veramente dispiaciuti per questa inattesa e grave caduta di stile», dice Bonaiuti secondo cui l' ex premier «non ha mai lanciato offese nè contro An nè contro Fini. Ha soltanto chiesto a Fini e ad An di unirsi a questa nuova avventura della democrazia o di restare comunque alleati nel centrodestra. Forse - conclude Bonaiuti sottolineando i consensi che raccoglie il Cavaliere - per qualcuno varrebbe la pena di fermarsi a riflettere sul fatto che offendendo Berlusconi e la sua nuova formazione politica si offende un terzo degli italiani e addirittura i due terzi dei cittadini che votano per il centrodestra». A Bonaiuti replica il portavoce di Fini Andrea Ronchi: «Avanzare proposte, fare delle critiche, chiedere risposte è l' Abc della politica. Dove sono gli insulti? E se Bonaiuti ritiene offensiva la battuta "siamo alle comiche finali", questa lo è al pari dei "professionisti del teatrino della politica"». Per un Bossi che di Berlusconi si fida «con cautela, anche perché ultimamente ha dato un po' fuori», c' è Fini che non si fida affatto e rilancia il progetto di Alleanza per l' Italia. Ma tutto passa attraverso la riforma elettorale o il referendum. E Fini sfida anche Veltroni riproponendo il doppio turno alla francese: «Se invece Veltroni continua a lavorare sul Vassallum, allora non dica che An non ha proposte. Dica invece che preferisce un accordo con Berlusconi».

ROMA - L'importanza di «istituzioni laiche», la necessità di «rilanciare una grande stagione costituente», l'urgenza di «discutere su come orientare il proprio voto al referendum elettorale di giugno», l'appello a «non temere lo straniero» e il «no allo Stato etico». È di ampio respiro l'intervento del presidente della Camera Gianfranco Fini al congresso di fondazione del Pdl. All'indomani dell'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tocca al presidente della Camera scaldare la platea dei delegati. Il numero uno di Montecitorio parla per 50 minuti e incassa 60 applausi, ma anche le critiche di una parte del Pdl sul tema della laicità. Al termine del discorso il premier sale sul palco, gli stringe la mano, lo abbraccia e sorride. «Questo - dice - è per spazzare via tutte le malignità sul fatto che io e Gianfranco non ci vogliamo bene e non condividiamo gli stessi ideali». «Ho colto la spinta sulle riforme. Sono d'accordo con te, partiamo subito» ha detto poi il premier al presidente della Camera nel backstage. Un brindisi a base di champagne e un abbraccio. A complimentarsi con Fini, dietro le quinte, è arrivato mezzo esecutivo con Giulio Tremonti in prima linea. Il Cavaliere ha apprezzato il passaggio anche sulla necessaria laicità delle istituzioni in merito al ddl sul testamento biologico, anche se i dubbi espressi da Fini sono stati mal digeriti dall'ala cattolica, con Schifani che ha sottolineato: «La laicità non sia omissione di responsabilità».

«GRAZIE AL PREMIER» - «Il Pdl non sarebbe nato senza la lucida follia di Berlusconi». Accompagnato da un lungo applauso della platea, Fini ha per prima cosa ringraziato il presidente del Consiglio per le parole «chiare e generose» rivoltegli venerdì. «In un colpo solo ha spazzato via luoghi comuni e interpretazioni maliziose o interessate, in alcuni casi legittime paure» ha detto Fini. Ancora un "grazie" poi per aver riconosciuto che «il Pdl non è una Forza Italia allargata, né un cartello elettorale. Con il Pdl nasce un grande soggetto politico di popolo, sintesi di patrimoni umani e storie politiche diverse».

STATO ETICO E STATO LAICO - Pur riconoscendo di essere «in posizione minoritaria», Fini ha rivolto una domanda precisa ai seimila delegati presenti al padiglione 8: «Siamo proprio sicuri, amici del Pdl, che il ddl sul testamento biologico approvato al Senato sia davvero ispirato alla laicità? Perché una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico», ha detto il presidente della Camera, invitando il Pdl a discuterne e affermando che per le istituzioni «è un obbligo essere laiche». «La laicità - ha aggiunto - è separazione delle due sfere, dello Stato e della Chiesa».

COSTITUZIONE E REFERENDUM - Fini ha poi parlato della Costituzione, scandendo che «la seconda parte si deve cambiare». Se questo non accade, ha aggiunto, non può essere completata la transizione e l'Italia, che qualcuno ha paragonato a una «crisalide», «non potrà mai passare da crisalide a farfalla». Sul referendum, Fini ha invitato il Pdl al dibattito e, riprendendo l'auspicio di Silvio Berlusconi per un sistema bipartitico, ha affermato che proprio il referendum consente una «accelerazione verso quel sistema». «Non so se siano maturi i tempi, se ci siano le condizioni per il bipartitismo - ha aggiunto - ma il Pdl può mettere nel suo dibattito interno la decisione su come comportarsi in quel referendum».

STRANIERI - Quanto all'immigrazione, il presidente della Camera ha specificato che bisogna discutere per indicare «nuovi percorsi per ottenere la cittadinanza italiana». «Un ammalato, un bambino, sono prima di tutto persone umane e poi sono immigrati, altrimenti c'è il rischio di alimentare una xenofobia che è sempre dietro l'angolo». Implicito ma chiaro il riferimento alla norma voluta dalla Lega che prevede che i medici debbano denunciare gli immigrati irregolari.

OMAGGIO A MARTINAT - Dal maxi palco Fini ha tra le altre cose reso omaggio al sottosegretario Ugo Martinat, scomparso nella notte. Era un uomo «che aveva creduto a questo progetto, un uomo del fare. Da lassù ci aiuterà» ha detto il presidente della Camera.

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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/12/10/fini-attacca-berlusconi-siamo-alla-comica-finale.html

http://www.corriere.it/politica/09_marzo_28/congresso_pdl_seconda_giornata_396a537a-1b7f-11de-85db-00144f02aabc.shtml

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