lunedì 13 ottobre 2008

Tagli alla scuola

Come primo intervento "serio", vorrei cominciare da un argomento che mi tocca particolarmente: l'istruzione; nella tabella che segue, è possibile vedere come l'Italia sia un paese in controtendenza - rispetto agli altri paesi UE - nella spesa per la scuola (sia pubblica che privata).

Variazione della spesa per l'istruzione tra il 2001 e il 2005 espressa in €/studente





































































PrimariaSecondariaUniversità
Danimarca75976485
Francia4648161903
Germania4805511086
Irlanda16171563363
ITALIA-136-823-491
Olanda1010897291
Portogallo4092792024
Regno Unito173720333001
Spagna97812991958
Svezia8971277279


Questa tabella è stata costruita da un'elaborazione IARD su dati EuroStat, ed è stata riportata il 2 ottobre 2008 nel "Sole 24 ore".
Dal mio punto di vista questa diminuzione può avere tre possibili spiegazioni:

1) Ingenuità : si è deciso di tagliare sulla scuola perché è l'unico settore in cui le proteste per i tagli sono meno feroci;
2) "Politically-correct" : legato al punto uno, ma con un'aggravante, quella di tagliare lì dove ci sia la quantità minima di elettori, per perdere il minor numero di consensi elettorali;
3) Ignoranza (degli altri) : l'alternativa a cui non voglio credere: visto che in tutti i paesi del mondo l'istruzione - quando non è di regime - porta una maggiore libertà e capacità di pensiero, è meglio tagliare sulla scuola per avere in futuro un popolo di sottomessi alle volontà della Casta.

Probabilmente la verità sta nel mezzo, oppure ci sono alternative non valutate; a prescindere da ciò resta la gravità della faccenda: una nazione senza istruzione è indubbiamente una nazione senza futuro.

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